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sabato 19 novembre 2011

Noise from the Parliament

Il nuovo governo ottiene la fiducia al Senato e alla Camera. E il premier si becca pure una lettera dal buon Enrico Letta: una Lettaera (per chi non conoscesse il latino, il dittongo "ae" si legge "e")!
Accade allora che una parte del Pd (forse) già pensi a delle poltroncine piuttosto che concentrarsi su qualcosa di diverso che, prima o poi, andrà proposto alla gente per convincerla ad entrare in cabina elettorale! Qualcosa di questo tipo, ad esempio! "Continuiamo così! Facciamoci del male...". Anche senza fare il tunnel al Montblanc!

P.S. Aneddoto gustoso sull'attuale premier e su quando, a differenza di molti nostri politici, faceva un altro lavoro.

domenica 6 novembre 2011

Io e Renzi. Renzi ed io.

Che questo sia un bel segnale, non credo ci siano dubbi. Che queste siano parole corrette, credo che ci possiamo scommettere tutti. Che queste siano reazioni da ottusi e che queste siano parole dettate dalla paura e dell'amarezza di aver fatto il proprio tempo...bè credo che non ci sia nessun fottutissimo dubbio!
"Vai a lavorare!". "C'è gente che è morta!". Ma cosa stiamo dicendo!? Ma dove stiamo andando!? Ma ditemi almeno, come delle oneste persone fanno, quale idea uscita dalla Leopolda non vi piace e quale (addirittura!) vi piace. Verrebbe da dar ragione alle parole di Gramellini...
Eppure siamo ancora qui, io e Matteo (accostamento ingiusto..ma che bel ticket, no!?), a lavorare ogni santo giorno (con le dovute proprozioni) per il bene delle nostre comunità!
Quelle parole, dettate senz'altro da poco informazione, sono "travi" che si conficcano nel cuore di chi, come me, crede nella politica e che crede che ora tocchi davvero ai giovani. Renzi o non Renzi...

giovedì 3 novembre 2011

Leo-poldo

Sono di destra? No, sono di sinistra. E che vuol dire? Vuol dire che rispondo a chi vede in Renzi uno di destra (sulla mia pagina facebook il dibattio, seppur civile e cordiale come sempre, è stato piuttosto ampio e vario)...che non m'interessa tanto da dove viene una persona (per inciso, Renzi appartiene alla classica "sinistra cattolica" fiorentina) quanto dove vuole andare. Le idee, appunto. Le idee di un gruppo di persone e non di un solo individuo. Proposte, queste, che, anche a chi scrive, possono piacere o no. Ma che restano, ad oggi, le uniche in campo.
Per questo stimo Renzi: perchè è nuovo, dice le cose che van dette a chi dice alla mia generazione di aspettare e perchè il suo lavoro parla per lui (eccone un esempio). Non so dirvi se adeguato al ruolo di premier e non so se lo voterei nelle prossime primarie. Ma la verità è che è stato il primo, nel bene e nel male, a proporre qualcosina.
Fatto sta che è in campo e ha portato persino qualcosa di cui discutere nel tavolo delle alleanze (desolatamente vuoto da tempo, nonostante i tempi bui che meritano un minimo di riflessione anche e soprattutto dalle opoosizioni...). E se ricompone il tandem con Civati...

lunedì 31 ottobre 2011

Mi dicono che sono di destra

Dai, (ri)comincio subito attirandomi le ire dei sostenitori dei normalizzatori da centralismo democratico e quelle di quelli che hanno sempre ragione: per me Renzi ha ragione.
E basta col cliché che siccome c'ha la parlantina facile, si veste benino allora è di destra. D'altronde, oltre alla falsa retorica, io altrove noto solo inciucisti e gente che affida i soldi pubblici a bancarottieri d'alto profilo.
Per ciò queste parole e queste idee sono degne d'essere sostenute.
Se volete chiamatemi destrorso. Io continuo a scalciare. 'Un si sa mai...

giovedì 17 marzo 2011

Una settimana da candidato: (im)pressioni ed emozioni

Come alcuni di voi sapranno, sabato scorso (dopo la ratifica del 9 marzo, ad opera del Coordinamento) il Pd ha presentato i suoi cinque nomi per la "lista" del csx alle elezioni amministrative (le cosiddette "comunali"), che si terranno i prossimi 15 e 16 maggio.
Tra i nomi figurano Sebastiano Stano (in lista dal 1 novembre, come da accordi pre-primarie), il segretario Tony Gallitelli, il giovane fisioterapista Antonio Fanelli, e la giovane madre e designer d'interni Rosaria Loforese e..."il giovane laureando in filosofia, blogger e, con Bruno Bongermino e Francesco Vasto, uno del trio del think tank Laterza2020" (cit. Michele Cristella).
Capirete che, per semplificare il nome del giovanissimo candidato occorre presentarlo con un nome di fantasia e, pertanto, userò chiamarlo "Leonardo Matera".
Scherzi e fantasia a parte, quella descrizione sopracitata parla davvero di me!
Che dire: questa pagina dei Quaderni Laertini nasce per raccontarvi un po' di impressioni, sensazioni ed emozioni di questa prima settimana da candidato.
Parto con una considerazione generica: che un ragazzo ventunenne sia candidato è cosa che non si vede tutti i giorni! E l'aver avuto questa chance mi inorgoglisce e mi responsabilizza tanto. Per questo il primo "grazie" va al candidato sindaco Gianfranco Lopane e al coordinamento del Pd.
La notte tra mercoledì e giovedì, io non ho dormito: troppa emozione, troppa adrenalina, troppa voglia di far bene. E' stato strano: non pensavo si reagisse così, con una voglia di spaccare il mondo degna del mitologico Ercole.
Queste, allora, le sensazioni a caldo! Ma a freddo, non è che sia andata meglio... :)
I giorni successivi mi son serviti per parlare e confrontarmi tanto con amici, coetanei, parenti e conoscenti...e le sensazioni sono state fantastiche!
Tanto fantastiche che mi hanno spinto a parlarne nella conferenza stampa di sabato. Molti, infatti, dandomi il loro sostegno, si sono spinti oltre e hanno usato parole davvero forti per descrivere (a mio avviso, meravigliosamente) la situazione attuale: tra un "noi giovani dobbiamo prenderci il futuro in mano" e un "a voi giovani spetta colmare positivamente le assenze e le mancanze dei vostri genitori", l'impressione forte che ho avuto è che la gente a queste elezioni premierà persone nuove e piene di energia.
Per questo, sabato ho osato dire che la mia candidatura, senza falsa retorica, è la candidatura di una (nuova) generazione che ha davvero voglia di impegnarsi per il bene comune. Una generazione che vorrebbe, una volta per tutte, travolgere la politica, cambiarla e riavvicinarla alla gente.
Non mi sento solo e non mi sentirò mai stanco...perché tutto l'affetto che quotidianamente ricevo mi da la carica giusta per affrontare tutto quello che dovrò affrontare!
Chiudo con le parole di un caro amico, non più giovane fuori ma giovanissimo dentro, che mi ha esortato a dimostrare, assieme ai miei coetanei, che per noi giovani la politica sarà, sempre e comunque, un servizio...e mai un "servirsi"!
Amiche e amici, (e)lettrici e (e)lettori [la "e" rende giustizia sia al fatto che siamo su internet, sia al fatto che spero di poter contare sulla vostra fiducia!], spero di convincervi durante questi due mesi che ci separano dalle urne. Di sicuro ce la metterò davvero tutta!
Sinceramente,
Ellemme

P.S. In questi mesi, so già che, per impegni, trascurerò il mio blog! Cercherò, comunque, di tenervi sempre al corrente su quel che succede..e soprattutto delle occasioni pubbliche delle quali sarò protagonista!
Un abbraccio

mercoledì 1 dicembre 2010

La politica laertina ai tempi del panettone

"Sabato sera sono stato a Laterza (Taranto) per presentare il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni comunali. Si chiama Gianfranco Lopane ed è un giovane ingegnere gestionale laureato al Politecnico di Bari che ha stravinto le primarie con quasi duemila voti. Mi ha commosso sentirlo parlare con competenza ed emozione della sua città". Così Michele Emiliano commenta, sulla sua pagina Facebook, la serata laertina. A lui (che ha promesso di tornare e noi, chiaramente, lo aspettiamo a braccia aperte!) ri-va il mio più sentito ringraziamento, anche a nome dei 2020boys&girls, del csx partitico e associazionistico..ma anche (e soprattutto) di tutta la cittadinanza che, sabato sera, è stata ammaliata da questo gigante della buona politica.

Eppure the "show must go on". Andiamo avanti, allora. Quali sono i prossimi passi, dite? Io "milito" nel centrosinistra e, dunque, di centrodestra ne capisco poco. Eppure due parole le spenderò pure per l'altra fazione.
Dicevamo "show must go on". E lo spettacolo continuerà per tutti.
Urge, per cominciare la delucidazione, una riflessione costruita sulla fonetica inglese. La terminologia verbale "go on" in inglese si pronuncia allo stesso modo di "gone". Chiaramente, però, i due verbi hanno significato diverso. Chiarisco meglio: "go on" ha il significato di "andare avanti" o "continuare"; mentre "gone" significa "andato", "finito", "passato", "spacciato", "perduto". Capite ora che ad una similissima pronuncia non corrisponde una interpretazione altrettanto speculare.
Ma, allora, per chi lo spettacolo ha buone possibilità di proseguire (go on) e per chi, invece, sembra, a mio modo di vedere, ormai alle battute conclusive (gone)?
Il centrosinistra, anche grazie alle primarie, ha trovato una quadratura per quanto riguarda il capitano della squadra, per un impalcatura programmatica e per i criteri per la formazione della lista (competenza, moralità, parità di genere, assenza di conflitto di interessi). La volontà, inoltre, è quella di comporre una squadra che, partendo dai suddetti criteri, valorizzi il "nuovo che avanza" senza per questo estirpare quella giusta esperienza che può far solo bene in un'amministrazione comunale. Tutti i partiti, inoltre, si stanno impegnando come possono, assieme al candidato sindaco per recuperare lo scontento Stano e serrare definitivamente le fila. Le premesse sono ottime ed incoraggianti: lo show può andare avanti (ci è scappata anche la rima, mi è aumentata anche l'autostima!...altra rima).
Il fronte centrodestra appare ancora frastagliato: quattro candidati per il PdL (Iacobellis, Minei, Pugliese, Saccomanni) e tre del neonato movimento Tradizione e Progresso (Di Lena Vito, Perrone Francesco, Catucci: ho specificato i nomi dei primi due non per preferenza ma per evitare omonimie). Tutti candidati, qualcuno un po' più degli altri ma tutti legittimati e auto-legittimantesi.
Qualcuno lascia commenti laconici su facebook, qualcuno gira per la città dicendo, quasi in lacrime, di essere pronto ad un passo indietro, qualcuno gira per bar ridendo e scherzando con la gente mentre riassapora la luce dopo anni di buio. Qualcuno là, qualcuno qua, qualcuno lì.
La vox populi, sempre arguta e preparata, annuncia un ricompattamento imminente del gruppo destrista. E la suddetta vox, sibilando, dice anche il perché: paura di perdere il piccolo scettro, la rete di potere creata in circa 10 anni di amministrazione. Questo, però, lo dice il popolo. Come dite? Il Presidente del Consiglio ha detto che il popolo ha sempre ragione (quando sceglie lui!)? Ah bè, forse gliel'ha detta Putin!
Tornando seri: il centrodestra è lontano da un definitivo assetto (compatto o diviso). Quindi lo show, almeno per ora, sembra, per loro, ai titoli di coda. E ciò sembra ancora più vero anche per un dato meramente politico: in questi 297 giorni senza sindaco, il PdL è stato pressoché assente dalla piazza e vuoto in proposta politica. Pertanto, aspetto con impazienza una idea, una parola di verità su tutto anche dal cdx. E sarò qui, pronto a parlarne criticamente (nel senso greco del termine!).
Eppure, amiche e amici, la situazione è talmente atipica da crearmi pensieri, ma soprattutto dubbi. Ho parlato con un esponente politico del centrodestra laertino, il quale mi riferiva della sua sicurezza nella riappacificazione della ex-maggioranza..e poi della loro vittoria finale. Non mi ha affatto convinto, per esser sinceri. E i dubbi son restati e credo che con me mangeranno il panettone.
Anche perché, scrisse Luciano De Crescenzo nel suo libro intitolato Il dubbio: "Solo gli imbecilli non hanno dubbi!", "Ne sei sicuro?", "Non ho alcun dubbio!".

P.S. In inglese le frasi corrette per esprimere le differenze emerse da quest'analisi sarebbero così: "the show must go on" e "the show is gone", "lo spettacolo deve continuare" e "lo spettacolo è finito".
A presto

domenica 28 novembre 2010

20 in poppa: Direzione Futuro!

Ieri sera Laterza ha accolto il sindaco di Bari Michele Emiliano. Una Cittadella stracolma ha, infatti, preso parte all'evento di Laterza2020 denominato "20 in poppa".
Ad avere il compito di inaugurare la serata era proprio chi vi scrive. Non è stato facile con a un gigante dall'occhio sorridente al mio fianco e con un pubblico mai così folto. Insomma, bella emozione.
Dopo il saluto dei partiti presenti in sala (SeL non lo era perché la sua dirigenza era a Roma, alla manifestazione della CGIL), la parola è passata al candidato sindaco Gianfranco Lopane e all'illustre ospite della serata, il buon Emiliano.
Tra i due, oltre ad una buona affinità elettiva (in tutti i sensi possibili della parola "elettiva"!), c'è stato subito feeling programmatico-strutturale: dai punti chiave del programma all'importanza della squadra di governo, Emiliano ha sottolineato quanto detto da Gianfranco. L'ex magistrato non è stato avaro di consigli al candidato sindaco, alla coalizione ed alla cittadinanza.
Io, chiaramente, posso raccontare tutto da una prospettiva diversa: ero lì di fianco a lui, una bestia di stazza (fisica e politica). E francamente ho provato una certa emozione: mi è sembrato di conoscerlo da sempre!
Per questo, in alcuni frangenti (e soprattutto quando "preparava" Gianfranco alla vita da sindaco), mi è parso che a parlare ci fosse un fratello, un padre..che bonario dispensa il suo passato a chi verrà dopo.
Uniti, Gianfranco e Michele, anche nell'appello a Stano: restiamo insieme, senza pretese...perché a pretendere il meglio è il paese! E' la platea ha sonoramente approvato l'accorato appello.
L'abbraccio finale tra i due e le foto con i giovani di L2020 sono, esemplificando, la chiusura migliore per il messaggio più giusto: Laterza ora è pronta a cambiare per davvero.

P.S. In me resterà il ricordo di una serata bellissima e di una persona umana e disponibile. A nome mio, di Laterza2020, del Pd, di tutto il centrosinistra e di tutta la città...a Michele va un grandissimo GRAZIE!

mercoledì 17 novembre 2010

Lezioni di politica: il sogno come risveglio

Alle primarie milanesi vince Pisapia: un miracolo annunciato ma comunque molto bello. Eppure non riesco a comprendere come la dirigenza meneghina del Pd (sconfitto col buon Boeri) debba tornare a casa invece di continuare a costruire una coalizione ed un programma forti per espugnare la roccaforte della destra borghese (e anche un po' razzista).
La sconfitta di Boeri, di circa 5 punti percentuali, contro Pisapia non è sicuramente una cosa che deve rallegrare i vertici del Pd..ma di qui a tornare a casa ce ne vuole!
Perdere, si sa, non piace a nessuno..e guai se non fosse così! A fronte della sconfitta, l'analisi del voto è il rito immancabilmente frustrante per i vinti. Ma, a mio modesto avviso, ai democratici milanesi è mancato il tempo per rifletterci su: la sconfitta di un candidato alle primarie di coalizione non è una sconfitta del partito tout court, ma la sconfitta di un volto, di un carisma che, suo malgrado, non è stato recepito come leader di una coalizione.
Ci ripetiamo da anni che le primarie devono essere una festa della partecipazione popolare. Ma dimentichiamo che restano una competizione dove c'è chi vince e c'è chi perde. La delusione del vinto, la gioia del vincitore sono reazioni umane..ma spesso distolgono dal dato di partenza: la scelta della gente è insindacabilmente bella. E se il "Golia-Pd" perde contro il "Davide-Sel", da iscritto del Pd, mi interessa per un minuto...ma poi cerco di guardare avanti. Perché i capitoli che si chiudono, lasciano il passo ad altre parole e ad altre storie forse più belle ed avvincenti. Se le si vive insieme, ovviamente.
Questa mia riflessione nasce dalla situazione milanese della quale, francamente, non capisco i presupposti logici (le dimmissioni di una dirigenza sono naturali in caso di pesante sconfitta nelle tornate elettorali ufficiali!). Chiaramente, il canovaccio della storia milanese e il mio pensiero sono universalmente valide.
A tal proposito, uno spunto di riflessione mi vien dato da un articolo apparso sul sito della stampa (leggi qui). Credo che la lucidità dell'analisi qui riportata possa essere un severo monito per salvare la sinistra e creare una nuova mentalità, una nuova cultura, un nuovo sogno. Di sinistra, finalmente.

lunedì 8 novembre 2010

Prossima fermata Italia: rottamatori di idee

Prima di andare a studiare, mi sembra giusto postarvi qualcosina in merito all'atteso evento di questo week-end, cioè Prossima fermata Italia.
L'hanno chiamato meeting dei rottamatori. Io, da casa, non l'ho vissuto così. Ma lo guardavo con il cuore ricolmo di speranza e di gioia perché, per la primissima volta, il Pd e la sinistra parlava i politica. Sul palco si sono succeduti in tantissimi che, nei loro cinque minuti, hanno parlato di un argomento a partire da una parola chiave...in modo tale da poter formare un vocabolario di contenuti per l'Italia.
Parlare di quel che è stato detto mi è impossibile qui ma vi posterò qualche intervento dei "big" dalle quali parole, credo, occorrerà ripartire.

Ivan Scalfarotto ha scelto parola Perpetui: “Mi faccio carico io di dire che la questione generazionale c’è. C’è anche un problema generazionale. I problemi non possono che essere risolti da chi ne sente l’urgenza. Crediamo di vivere in un paese garantista sul fronte del lavoro, e invece abbiamo un esercito di giovani schiavi. Non c’è questione tattica per distruggere le speranze dei giovani siciliani. Sostenere il governo Lombardo è una decisione che ha una valenza devastante. “Io sono il vice presidente del PD e sono orgoglioso di essere vice presidente del PD che si è riunito a Roma. Ho sentito la medesima buona volontà, l’entusiasmo, quello che ci serve. Il PD di Roma e quello di Firenze non sono due partiti diversi: sono lo stesso partito. E io sono orgoglioso di essere vicepresidente di questo partito”.

Matteo Renzi: “Esiste una sola grande possibilità per chi crede nei valori dell’impegno: non abbandonare gli altri al proprio futuro. Eppure l’abbiamo fatto. In Brasile una donna è appena stata eletta presidente della repubblica: certo non ha fatto festini. Certo si è messa in scia di un grande personaggio e di un grande sindacato che l’hanno aiutata a crescere. Oppure prendete gli Stati Uniti: Obama prende una tranvata storica. Perché non è stato bravo a comunicare? A me piace pensare che quella scelta di cui la accusano – la riforma sanitaria – sia una di quelle scelte per cui vale la pena anche correre il rischio di prendere una tranvata. E c’è anche qualcosa che è accaduto a destra. Un ragazzo degli anni Settanta, un repubblicano. Si chiama Marco Rubio. Il primo ispanico che sta cambiando la storia del suo partito, un giovanotto maleducato. Finché la destra repubblicana avrà Rubio e la nostra destra avrà Ruby, non andremo da nessuna parte. Da sei mesi stiamo dietro a Granata, Briguglio, Bocchino. Davvero è una discussione che non riguarda l’Italia. Non è che hanno due idee diverse: non possono raccontarci che hanno cambiato idea dopo diciassette anni a votare tutte le leggi ad personam. Io ieri li ho paragonati a Beautiful, magari sono stato maleducato: aspetto che Ridge e Thorne si lamentino. Ma credete che il problema di questo paese sia la legge elettorale? Non è vero. Sì, è una legge elettorale vergognosa. Tutti vogliono cambiarla ma non dicono mai come, perché non sono d’accordo. Perché non lo fanno adesso? E allora la legge elettorale è il grande alibi per fare un bel governone tecnico per esautorare la politica e consentire a Berlusconi di riguadagnare la sua verginità politica. È mai possibile che questo partito abbia scelto il casting invece che le primarie, al momento di fare le liste elettorali? Primarie sempre e ovunque per la scelta dei parlamentari.
Se quando ho parlato di rottamazione avessi pensato che per due mesi il PD avesse parlato di rottamazione, mi sarei sganasciato dalle risate. Ma vi pare che io voglio mettere in un compattatore delle persone? Chi dice così ha un problema, perché vede se stesso nella propria carriera politica. Noi abbiamo una emergenza. Abbiamo gli stessi leader che sono lì da più di vent’anni. Nel mondo normale i partiti rimangono fermi, i leader cambiano. Da noi i partiti cambiano e non c’è possibilità di cambiare leader. Dicono: ganzo Renzi, lo dice perché ci vuole andare lui. È uno degli elementi più tristi del retropensierismo: l’idea che non si possa dire nulla senza che qualcuno dica ‘vedi cosa c’è sotto?’. L’idea che non si possa esprimere il proprio pensiero senza essere accusati di avere interessi personali. Fateci parlare liberamente di politica. Il creativo della politica italiana, parliamone.
L’Unione ha dato vita al momento più diviso della repubblica. Il Partito dell’amore: il giorno dopo che l’ha detto sembrava la guerra dei Roses. Il Popolo della Libertà: tu dissenti? Fuori. Ora, è possibile che noi ci chiamiamo Partito Democratico e si debba trattare chi non è d’accordo come un nemico?
Bersani dice ‘amate la ditta’. Vorrei presentarvi la mia maggioranza: io sono il sindaco dell’unica grande città in cui il PD è maggioranza assoluta. Lo è perché gli eletti nelle liste civiche sono entrati nel PD. Noi non siamo una componente di un partito: noi amiamo profondamente la ditta. È che non vogliamo vederla fallire. Voi dovete avere rispetto per noi, noi avremo rispetto per voi. Nessuno di noi viene da Marte o da una storia inventata. Io sono stato cooptato da presidente della provincia, non è che ho vinto la lotteria. Poi ho capito che se fossi rimasto lì sarei diventato un pollo da batteria. Dobbiamo dire al passato: grazie. Ma al futuro: sì. Non possiamo diventare i reduci e i nostalgici della politica italiana. Dicono che il problema l’ho posto io. Ma vi rendete conto che questo non è un paese normale? Non è che siccome Berlusconi sa comunicare bene, noi per essere diversi non dobbiamo comunicare. Dobbiamo fare capire alle persone quello che diciamo. Abbiamo bisogno di tornare a parlare la parola delle emozioni. La politica deve produrre sentimenti: se no produce rabbia.
Sul lavoro non ha senso fare il derby tra Marchionne e la FIOM. C’è un’urgenza di innovazione. L’unica cifra della rappresentabilità del mondo del lavoro non può essere i pensionati.
Io sono cattolico, ne sono fiero e non mi vergogno. Ne sono fiero quanto sono fiero della mia laicità quando governo da sindaco di Firenze. Quello che ho capito stando da sindaco nell’ospedale dove un ragazzo di 21 anni era appena uscito dalla sala operatoria perché in questa città un gruppo delinquenti lo avevano picchiato fino a sfigurarlo solo perché amava un uomo. Quel ragazzo mi ha fatto venire un sentimento di rabbia che è pari a quello di una signora perbene di Firenze che quando ho messo una canzone di Tiziano Ferro durante un matrimonio s’è lamentata perché era un culattone. Questo punto è un punto culturale drammatico che sostanzia la battuta di Berlusconi. Facciamo un grande investimento sull’unica cosa che ci salverà: la parola cultura, la parola bellezza. Bondi e Tremonti. Io non so chi tra loro è responsabile per la vicenda di Pompei, ma uno dei due si dimetta.
Noi pensiamo che soltanto mettendoci in gioco riusciremo a cambiare questo paese. Il nostro tempo o ce lo prendiamo noi o non ce o prendiamo mai. Da Firenze ci rimettiamo in gioco senza pretendere posti, senza invocare protezioni, ma senza chiedere ad altri ciò che ci prenderemo da soli.”

E poi Pippo Civati: “Rottamazione sarà anche un termine poco educato, ma l’usato poco sicuro di Fini non va bene. Noi vogliamo ripartire dai ritardi, dalle indecisioni e dagli sprechi del Paese. L’Italia è una tartaruga che va piano, che però potrebbe volare e occuparsi di chi verrà dopo di noi. Nella prossima Repubblica si va con una cultura politica diversa. Non è solo importante numerare le proposte, ma dare delle priorità. Immigrazione, ambiente, sono temi poco affrontati. Ci rivolgiamo a chi ha voglia di costruire un paese con un partito nuovo, quello di chi non è ancora garantito.
Non ci interessa la collocazione nostra, ma quella del PD e il suo ruolo nel mondo. Ci dicono che non abbiamo contenuti, ma ne avete sentiti in questi giorni. Ci sono cose già sentite, ci dicono, certo, peccato che in Italia nessuno le abbia poi mai fatte. Non siamo una corrente, siamo una campagna, un’energia, tanti punti di vista. Se Bersani ce lo chiede gli organizziamo una cosa simile. Vorrei un PD quasi banale. Il PD del consigliere tunisino e anche italiano. Il PD dell’artigiano di Pontida, che magari non vota più la Lega e non sa chi votare. Il giovane davanti a un PC ad Arcore o Siracusa. Un PD dedicato alle donne italiane che vanno onorate come va onorata la Repubblica.”

Rottamazione è termine indelicato se riferito ad una persona. Io sono un rottamatore delle idee e dei modi di far politica. Ed è in quest'ottica che andava e va vista il meeting della Leopolda. Spero che i più capiscano: questo tempo è nostro e ce lo prenderemo!

martedì 2 novembre 2010

UNA VITTORIA DI TUTTI E PER TUTTI

Un titolo del genere farebbe pensare ad un pareggio. E invece no ed è giusto che qualcuno abbia vinto. In questo caso Gianfranco Lopane che ha ottenuto 1926 preferenze al cospetto delle 1678 di Sebastiano Stano.
Sarà quindi lui a guidare il centro-sinistra alle comunali dell'anno venturo.
Un progetto, quello incarnato alle primarie da Gianfranco, che parte da lontano e lontano vuole arrivare. E mi riferisco ai ragazzi, folli realisti, di Laterza2020 che tanto hanno lavorato in questi mesi (chi vi scrive ha dovuto rimandare un esame per gli impegni politici: lo rifarei, ben inteso!) e che domenica notte hanno gioito.
Vi parlo a titolo personale: a risultato acquisito ho pianto lacrime che sapevano di stress e gioia, di stanchezza e felicità.
Ho seguito lo scrutinio lontano dal seggio per la tensione accumulata nella giornata ma poi mi sono fiondato alla Cittadella. E lì ho trovato tutti i compagni di un avventura estenuante e esaltante e, con loro, gli abbracci sembravano non finire mai.
Mi sono commosso tantissimo all'abbraccio con Giuseppe, con la mia ragazza (che tanto mi ha sostenuto in questi mesi), con gli amici pre-politici e con Gianfranco che vedendomi ha esclamato "Dove ti eri cacciato Seneca?!?". E Seneca l'ha abbracciato come si deve ad un amico oramai di vita e non solo di politica.
Ma, giustamente, dopo i nostri abbracci c'era qualcun'altro che andava degnamente salutato: Sebastiano Stano al quale ho detto che, sì, ai miei occhi era stato bravo. L'abbraccio con Stefano, mio caro amico di lunga data e nipote di Sebastiano, sapeva di vittoria comune. Stefano ripeteva che era stata una grande festa. E come dargli torto: 3700 in coda, col freddo, per votare alle primarie di una coalizione non è cosa che accade spesso.
Ecco allora spiegato il titolo di questo post: la partecipazione è stata la vittoria di tutti. E tutta quella gente era lì per chiederci di stare uniti. Perché solo uniti, con un progetto forte e con un rinnovamento di competenza riusciremo a vincere.
E' giusto sottolineare, però, l'importanza e la forza dei quasi 2000 voti presi da Gianfranco: la gente ha scelto, vuole e pretende il nuovo di faccia e di stile politico. E' la scelta che io auspicavo...e noi di L2020 tiriamo dritto su questa strada.
Allora va bene così: Gianfranco è stato scelto come capitano della squadra. Ora, però, formiamo una bella lista: è la gente che ce lo chiede, non deludiamola!

sabato 9 ottobre 2010

Laterza2020 non si ferma: che le volpi se ne facciano una ragione!

Naviganti, è online il sito web di Laterza2020. Visitate tutte le varie sezioni...troverete spazio per le vostre idee con le varie discussioni sul forum, così come sranno proposti vari sondaggi, per non parlare degli aggiornamenti sulla vita politica e non della città di Laterza.
E' un progetto, quello di Laterza2020, che sta crescendo...e crescerà checchè ne dicano i mestieranti che, come potete notare, vogliono sempre mettere in soffita il rinnovamento. Ma ora no...ora c'è chi non abbasserà la voce e lo sguardo: giovani sì, fessi no!

P.S. Per lasciarvi, vi suggerisco l'ascolto di questa canzone che un mio caro amico mi ha a sua volta girato: non trovate nulla di familiare?!?

giovedì 30 settembre 2010

Happy birthday, Mr. President

Ieri, 29 settembre, il Presidente del Consiglio era (insolitamente) impegnato alla Camera dei Deputati. Si giocava tutto dalla legislatura alla vita privata alla vita penale. E gli è andata bene. Fiducia ampia con i 342 "sì".
Eppure, gli esperti delle procedure e delle liturgie politichesi sottolineano come il governo sia, nonostante tutto, appeso ad un filo. O meglio a un Fli. Decisivi, infatti, sono stati i voti dei finiani che, baraonde a parte, hanno fatto anche loro gli "uomini Del Monte" dicendo sì. Salvo poi agginugere un "vedremo di volta in volta". Poco male per B che se ne va di corsa, verso l'infinito ed oltre, per festeggiare fiducia e compleanno.
Segue un dibattito acceso dove su tutti si distinguono un sardonico Bersani (voto in pagella 8) ed un inc****to Di Pietro (voto in pagella 8,5..anche per aver suscitato la collera di B).
E poi tutti a casa...o in giro per talk-show. E Maroni si tradisce...

P.S. Ecco a voi il classico dei miei quaderni: l'angolo del gossip. Queste le foto della giornata di ieri: è sempre curioso vedere la mimica e gli sguardi di alcuni loschi figuri che l'Italia si fregia di avere in Parlamento.

lunedì 27 settembre 2010

SILENZIO IN SALA: PARLIAMO NOI ROTTAMATORI TARTARUGHINI

Amici, oggi vi giro un video di importante consultazione. Si parla del futuro del Partito Democratico e di come questo possa (finalmente) crescere. Parlano Renzi, Civati, Serracchiani e Zingaretti: un quartetto che fa(rà) onore alla sinistra italiana.
Il 5,6 e 7 novembre dovrei essere anch'io a Firenze per il "meeting" dei rottamatori tartarughini, per parlare (anche con loro) di futuro e di idee. So che può servire non solo al Pd ma a tutto il Paese.

P.S. Intanto, aldilà della Manica, accade un "evento sconvolgente"...

martedì 21 settembre 2010

Primarie a fine ottobre (di Michele Cristella, da il Corriere del Giorno)

LATERZA – Sciolti gli ormeggi, si salpa: verso le primarie.
Domenica mattina, solennità dei grandi momenti, conferenza stampa del Pd per presentare il regolamento delle primarie per il candidato sindaco del centrosinistra per le comunali del 2011.
Con i due candidati del Pd, Gianfranco Lopane e Sebastiano Stano, il coordinatore della sezione Franco Cantore e il locale “maitre à pensèr” Franco Azzarano, in una sezione man mano riempitasi di esponenti ogni generazione, dall’ottuagenario Savino Mallardi, al tridente di punta e di critica Bruno Bongermino, Francesco Di Candia e Leonardo Matera, a Rossella Calabrese, come rappresentante dell’altra metà del cielo, Tony Gallitelli ha illustrato le ragioni e le modalità del regolamento e dell’accluso Codice etico per la propaganda.
Le modalità: si terranno il 31 ottobre prossimo; potranno parteciparvi tutti gli indicati dai partiti o i cittadini liberi purché sostenuti da 150-200 firme; il diritto di voto attivo comincia a 16 anni, per responsabilizzare da subitoanche i giovanissimi; le candidature dovranno pervenire entro il 10 ottobre; non sono ammesse candidature con qualche problema giudiziario; saranno candidabili coloro che accettano il Codice etico, che sostengano il vincitore delle primarie, che, avendo raggiunto il 20% dei votanti, sia disposto a far parte della lista; lo scrutinio avverrà a voto concluso.
Le ragioni: si vota il 31 ottobre per dare al candidato sindaco il tempo e la possibilità di formare coi i cittadini e gli alleati un programma il più possibile discusso, propositivo e condiviso. La data è stata scelta anche per avere qualche universitario di ritorno per le feste di Ognissanti.
Il Codice etico regolamenta la campagna elettorale dei partecipanti alle primarie, che sia sobria e si attenga a una qual “par condicio”.
Questo momento, dice Gallitelli, è la conclusione di un iter iniziato a maggio avendo come obiettivo prioritario quello di creare un intenso rapporto fra partiti e città, le precedenti e cocenti sconfitte, infatti discendevano dallo scollegamento fra centrosinistra e cittadinanza. Gallitelli ha assunto anche toni profetici dicendo che il frutto di questo lavoro sarà meglio apprezzato fra dieci anni. Ma in queste parole si celava anche una polemica con gli scettici verso le primarie e coloro che, pur della sinistra, le hanno osteggiate.
In definitiva, in questo momento, il Pd sta solo; e la solitudine o ha il visionario afflato dell’eccellenza, o ha l’acre sapore della heidegerriana deiezione.
E queste sensazioni hanno sviluppato gli interventi di alcuni presenti. Carmine Mele voleva sapere perché non ci fossero le firme degli alleati sotto il regolamento, cioè perché il regolamento non fosse condiviso; Mino Lamola ha ricordato che l’ultima vittoria del centrosinistra, con Vito Cassano, fu favorita dal tempo che ebbe il candidato per coinvolgere la città nelle elezioni, mentre le elezioni successive furono un disastro perché pasticciate dai dirigenti provinciali. Franco Azzarano, segretario e capolista del Pci nel ’79, ha dato un titolo altisonante a questa scelta: abbiamo voluto creare una cultura del fare il candidato, cioè i cittadini che scelgono chi deve essere prima uno dei candidati a sindaco e poi il loro sindaco. Pasquale Clemente ha fatto mettere in pubblico il sigillo di chiusura delle operazioni.
Il Pd, nave ammiraglia, ha scelto di inoltrarsi in mare aperto; ma senza la sua flottiglia: spera d’esserne raggiunta, o di trovarla, ed è pronta ad aspettarla. Ma i lupi di mare annotano che per cominciare la navigazione non basta sciogliere gli ormeggi e che per entrare ed uscire dai porti c’è bisogno di un rimorchiatore, comandato da chi conosca tutte le insidie di quel porto: scogli, correnti, fondale basso, canali d’aria, arrotarsi dei venti.

I vangeli a sinistra (di Pippo Civati)

Dopo aver letto la seconda lettera di Walter apostolo ai democratici (anche se a volte tutte queste lettere e le conseguenti polemiche sembrano riservate ai soli 'romani'), una lettera che chiarisce quello che deve chiarire (su papi e cardinali), credo che ora possiamo passare ad un altro genere letterario (prima di dover scrivere l'Apocalisse).

Siamo alla presenza di numerosi evangelisti: c'è Pierluigi (che fa il segretario), c'è Sergio (con la sua Sfida), c'è Walter (con il suo Movimento), c'è Nichi (con le sue Fabbriche). E altri ancora. Forse è il caso di immaginare delle "tavole sinottiche", che permettano di confrontare le versioni offerte da ciascuno. Scopriremmo che i punti di contatto sono innumerevoli e che la storia che stiamo raccontando potrebbe anche (addirittura!) essere la stessa. E che quello che trovate nel vangelo secondo Sergio a proposito di "rivoluzione industriale" si ritrova nel documento secondo Walter e nel discorso secondo Pierluigi. E che di scuola parlano tutti, e insieme forse potrebbero farlo meglio. Per non dire del Pd, che forse dovrebbe preoccuparsi di dare un'immagine di sé. Non arrivo a dire "una sola", ma almeno un'immagine.

L'invito è quello di assumere lo slogan più efficace del Bersani del Congresso, quando diceva di non volere un uomo solo al comando. Viva il pluralismo, che non è però la confusione di voci diverse. Presuppone, il pluralismo, che ci si ascolti, anche, prima di parlare.

Sarebbe un modo, come ripetiamo spesso, per abbassare i toni e alzare lo sguardo. Per uscire da un dibattito interno asfissiante, per superare di slancio la burocrazia. Per offrire versioni, appunto, e non correnti. Per lavorare all'unità e alla comprensione reciproca e non al loro contrario.

P.S. Il mio pensiero in merito ha due polarità: se da un lato vorrei il pluralismo come lo recita (Super)Pippo Civati (un pluralismo dove "ci si ascolti anche prima di parlare"), dall'altro l'intervento di Veltroni (anche piuttosto condivisibile nei contenuti) andava fatto in un altro momento. Detto ciò, se il pensiero veltroniano andrà ad arricchire positivamente la dialettica interna ed esterna al centro-sinistra, non potrò che esserne contento. Spero, però, che, al più presto, ci si sieda tutti attorno ad un tavolo e si discuta: Dialettica dell'illuminismo, in poche parole.

martedì 14 settembre 2010

PRIMI FREDDI E PRIMI CALDI

Comincia a far freddo anche a Laterza. E, all'inverso, la politica si scalda. Almeno a sinistra...
Tra meno di un anno si fa il sindaco. E, piaccia o non piaccia, i tempi si accorciano. Il PD, "capofila" del centro-sinistra, ha già proposto: primarie tutti insieme e al più presto, visto il gap enorme che ci separa dal centro-destra.
Tra richieste, più o meno leggitimate e/o dettagliate, ci si sta ragionando. Il PD per le primarie ne ha messi in campo due: Sebastiano Stano e Gianfranco Lopane (che, sabato scorso, si sono confrontati su più temi alla Festa Democratica).
In aggiunta a questi uomini si profila una terza candidatura (non ancora ufficiale): Rocco D'Anzi, in rappresentanza della locale Fabbrica di Nichi.
Non pervenuta, per ora, "Sinistra Ecologia e Libertà" attualmente "gestita" da un trittico d'altri tempi: Sannelli-Caldaralo-Fraccascia. Lavori in corso per il congresso cittadino in SEL (o in SCF, prendendo spunto dal trittico sopracitato). E già si aspettano le "proposte" di chi la politica la fa da molti, forse troppi, anni.
Chi vivrà vedrà, si diceva una volta.
Resta solo un nodo da sciogliere: quando fare le primarie? 31 ottobre o nelle feste natalizie (date che nascono dalla volontà di includere gli universitari nella scelta)?
Intanto, mi preme sottolinearlo, a sinistra nasce un think tank dal nome fantasioso: Laterza2020. Chi vi scrive ne fa parte, con molto orgoglio perché, per ora, è l'unico luogo dove si parla di Politica (si badi alla maiuscola!) e si discute di idee (quelle che servono alla rinascita della nostra cittadina). Ma, senza dilungarmi, vi rimando qui per avere un dettaglio preciso dell'ideale di fondo che unisce questo gruppo che, sia chiaro, è aperto a tutti i contributi.
Insomma sinistra i giochi sono ormai aperti. Mentre dalla destra non filtra nulla, nel segno dell'ermetismo più banale.

P.S. Mi scuserete se il post è risultato essere più cronaca che opinione personale, ma occorreva rendere bene la situazione.
Per quanto riguarda la mia opinione personale ve la esplicito subito: primarie vere e presto (il 31 ottobre, a mio avviso, coniuga meglio la volontà di includere gli "emigranti" e la necessità di avere un candidato sindaco che, nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni, possa dialogare con la comunità).

sabato 4 settembre 2010

SETTEMBRE: SI TORNA A LAVORO. RICOMINCIAMO DA QUI

Dopo una piccola pausa (meritata direi!), si torna al lavoro filosofico e politico. Lì'importante è, però, rimettere bene in moto la macchina. E, per farlo gradualmente per non andare sotto sforzo, ricordiamo qual'è il "demone" che anche questo modestissimo blog sta provando a sconfiggere: la VECCHIA MALAPOLITICA.
Spunti di riflessione ce ne sono stati in quest'agosto caldo che ormai ci ha lasciati (basti pensare al bell'incontro con Don Rocco D'Ambrosio). Stanno nascendo nuove politiche e nuove logiche (presto ne saprete di più...).
Insomma non è stato un mese vuoto e inutile (considerando come era iniziato).
Allora...bentornati amici! Vi propongo questo video esplicativo di cosa accade in questi giorni. Al minuto 8:20, infatti, il presentatore, visti i fischi a Marini, nota che il pubblico (=la gente di sinistra) è in disaccordo con l'idea di allargare la coalizione ai centristi. L'esclamazione di Marini è da incorniciare nella bacheca della malapolitica: "Fa niente..stanno sbagliando!" esclama l'ex-presidente del Senato. La riprova che i vertici sono distanti anni luce dai propri elettori.
Non è che è arrivato il momento della rottamazione? Sarebbe ora, direi!

venerdì 20 agosto 2010

“Basta tessere e segrete stanze: così è un partito da buttare” (intervista ad Ignazio Marino, da Il Fatto Quotidiano)

"Il Partito democratico o diventa un partito contendibile o non è un Partito democratico. E a quel punto è meglio che si sciolga". Parola di Ignazio Marino, senatore Pd, che alle primarie per eleggere il segretario dei Democratici è stato il "terzo candidato".

Senatore, in un sondaggio fatto sul nostro sito, ben il 93% si è detto favorevole alle primarie per eleggere il candidato leader del centrosinistra e i candidati sindaci. Cosa ne pensa? Lei è d'accordo?

Dobbiamo insistere ancora di più sulle primarie, in un momento in cui, con questo sistema elettorale, di fatto i parlamentari sono nominati da 4 o 5 capi – partito. È una grave ferita della nostra democrazia. E per quel che riguarda i candidati sindaci delle grandi città, le consultazioni sono molto importanti, perché fanno sì che chi scende in campo prenda impegni e responsabilità con le persone che lo devono eleggere.

Ma nel suo partito non tutti sono d'accordo...

Non si tratta certo dei nostri elettori... Serve la possibilità di scegliere una classe dirigente nuova, con energie fresche.

Le primarie come sono state fatte fino ad ora, però, non hanno selezionato nessun nuovo talento, ma piuttosto sono servite a legittimare le scelte dei vertici. Penso a quelle che hanno incoronato Prodi, come a quelle vinte da Veltroni. Che senso hanno, allora?

Quelle sono proprio le primarie che non vorrei. Per esempio, io mi sono presentato candidato segretario, senza un'organizzazione, senza avere dalla mia le tessere del partito, e sono arrivato quasi al 15 per cento. Bisogna andare in quella direzione. Quanto potrà resistere la classe antica, chiusa nelle stanze del potere? Dobbiamo lavorare tutti insieme perché prenda il sopravvento la possibilità di una competizione davvero alla pari: ci sono pochi dirigenti del secolo passato che riescono a influenzare le linee del Pd. Ma le persone seguiranno chi indica percorsi trasparenti di democrazia e merito.

In realtà, anche le primarie alle quali ha partecipato lei, sono state di fatto un modo per contarsi nel partito, tra chi sosteneva Bersani e chi spingeva per Franceschini. Tanto rumore per nulla.

I cambiamenti non si fanno in una notte. Abbiamo avviato un percorso. Da noi dovrebbe funzionare un po' di più come succede in America, dove spesso è difficile immaginare chi saranno i candidati leader. Oggi in Italia ci capita spesso la stessa rosa di nomi: il paese deve essere modernizzato proprio attraverso un meccanismo che porti a superare questa fase storica.

Come?

Dando la possibilità di correre a persone che se la sentono. E poi, stabilendo un numero limitato di candidati, permettendo a ciascuno di raccogliere un numero iniziale di sostenitori e poi dando a tutti uguali risorse, opportunità e possibilità. Il meccanismo americano è quello che mi piace di più: si inizia con primarie in luoghi molto piccoli, e così anche una persona poco nota può vincere.

Facciamo un passo indietro. A cosa si riferiva parlando di "pochi dirigenti del secolo passato" che influenzano il partito?

Alla mancata trasparenza e giovinezza, che non
è una questione di età anagrafica, ma di spirito, che si è vista in molte circostanze. Per esempio, si è notato nella segreteria Bersani o nella gestione di Dario Franceschini, in occasione della scelta dei candidati al Csm. Fino alla mattina della votazione i parlamentari non conoscevano chi avrebbero scritto sulla scheda...

La rosa di nomi dei candidati alle primarie di coalizione – Bersani, Vendola, De Magistris, Chiamparino – come le sembra?

A parte Bersani e Vendola, mi sembrano più che altro dichiarazioni di intenti. Penso che Di Pietro e Vendola potrebbero ben rappresentare due realtà importanti nella sinistra, come l'Idv e Sel. Molti hanno chiesto anche a me di partecipare.

E lei come ha risposto?

Dando la mia disponibilità.

Dica la verità, è lei il candidato nascosto di D'Alema...

Non credo proprio: quando mi sono presentato alla segreteria del Pd, lui è stato vigorosamente contrario.

Paradossalmente, nel Pd molti dei sostenitori delle primarie sono quelli che vorrebbero un ritorno di Prodi. Lei cosa ne pensa?

Ho molto rispetto per Prodi. Ma credo che possiamo anche immaginare una figura che non sia stata capo del Governo o Ministro nel secolo passato.

BACK TO LATERZA...
P.S. Primarie vere e tessere vere: il Pd laertino, quello con la faccia pulita, lotta per questo...

giovedì 12 agosto 2010

Vi racconto una storia. Anzi due. Facciamo tre.

Era il 23 giugno 1969 e, con una tiratura di 55000, esce il primo numero de il Manifesto. La rivista assume posizioni in contrasto con la linea maggioritaria del P.C.I. che ne chiede la sospensione delle pubblicazioni. Il Comitato centrale del partito, il 25 novembre 1969, delibera0la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l'accusa di "frazionismo". Successivamente viene adottato un provvedimento amministrativo per Lucio Magri e non vengono rinnovate le iscrizioni per Massimo Caprara, Valentino Parlato e Luciana Castellina. Tutto questo per aver detto che l'invasione russa della Cecoslovacchia era un "tragico evento" e per aver sostenuto pensieri critici rispetto alla linea di partito.
Le epurazioni sono, purtroppo, sempre esistite (si veda lo strano caso del presidente Fini). A destra e a sinistra.
Bene lunedì sera non ho subito un epurazione. Ma ho subito un processo sommario per delle mie affermazioni apparse sul Corriere del Giorno. Affermavo questo: "Esiste un Pd di riciclati che gioca con più mazzi di carte e un Pd di persone che vogliono impegnarsi per la città. Bisogna battere strade nuove, far propria la lezione di Vendola: cerco volti non voti, sapendo che chi vuole impegnarsi fa paura ai pesci grossi. Coi partiti si può dialogare e questi devono avere la forza di contaminarsi con i movimenti civici".
Per quest'esternazione è stata chiesta la pubblica rettifica (a seguito di una piccola riunione inquisitoria che mi ha messo in grave soggezione perchè ero attorniato da gente più anziana di me e verso la quale, per buona educazione, non osavo rispondere con "toni alti") perché, quanto da me detto, cozza con le decisioni che il partito a preso. Almeno così la pensavano i probiviri laertini.
Non l'ho fatta per alcune e precise ragioni. Eccole:
1- perché credo in quello che ho detto. E averlo detto non va in conflitto con il lavoro del partito. Io stesso, tra le pagine di questo blog, ho difeso il lavoro degli otto "saggi" (ne ho fatto anche parte, trall'altro). Ho difeso e difendo il diritto del partito a darsi dei metodi. Ho difeso e difenderò le primarie. Quelle vere. Giocate con mezzi legali e culturali,i soli che la politica dovrebbe avere. Ed è in tal senso che vanno le mie dichiarazioni...
2- perché un partito dovrebbe garantire il diritto dei suoi iscritti ad avere un altro punto di vista,
3- perché un partito non esegue processi sommarii. E non lo fa se non sono presenti i suoi dirigenti al completo. E, tanto meno, se non si è nei luoghi preposti alla politica (ovvero la sede istituzionale dell'associazione politica).
Queste sono le ragioni per le quali, secondo me, non meritavo il trattamento riservatomi.
Tengo molto al partito e le mie (tanto criticate) parole, se ben lette, lo dimostrano. Non permetterei mai che a casa mia (ovvero nel mio partito) si manifestino attività che hanno poco a che fare con la politica. Ritengo il Pd, ormai, casa mia e, a casa mia, cerco sempre di fare più pulizia che posso.
E ora che succede? Ah io non lo so. D'altronde non sono io quello che non ama chi dissente...
Allora attenderò. Ai probiviri la parola.

P.S.#1 - Intanto però Michele Cristella, sul Corriere del Giorno di ieri, riporta i fatti in forma anonima. E dice: "[...]il Pd patisce un certo nervosismo e per uscire dalla sua crisi di identità allestisce un processo a un proprio iscritto, giovanissimo, che ha osato l’eresia, cioè fare autocritica, manifestare il proprio dissenso.
Che cos’è infezione berlusconiana, dopo il processo in contumacia a Fini, o rigurgiti staliniani, chiusisi in Italia con l’espulsione di quei del Manifesto? E’ stato piuttosto un processo kafkiano, contraddistinto dall’impossibilità della reazione, perché il processato, alla sua prima volta poiché giovanissimo, e per propria educazione avendo di fronte “giudici” dell’età di suo padre, non ha saputo adoperare alcuno strumento di difesa, dal non presentarsi, al processare egli quei tardivi “inquisitori”, al mandarli al diavolo, all’esibire loro l’art. 21 della Costituzione, quello della libertà di parola, al dir loro che dove è vietata la critica si è già in decadenza, di cose e animi.
Un episodio del genere è un sintomo di profondo malessere ed è una indiscutibile ragione di urgente e radicale rinnovamento
[...]"

P.S.#2 - Anche su facebook si parla dell'accaduto (ecco il link). Ringrazio da queste pagine i molti amici, conoscenti e concittadini che mi hanno espresso solidarietà in queste ore che, devo ammetterlo, non sono state facili. Ai miei più cari amici (di politica e di vita, che poi per me sono la stessa cosa), alla mia famiglia e, last but not least, alla mia ragazza va il mio più sentito ringraziamento per avermi aiutato a superare al meglio questo vero e proprio shock che, ne sono sicuro, mi aiuterà a crescere.

sabato 31 luglio 2010

REALTA' DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE: IT'S A NEW DAY

Ieri sera, c'è stata una festicciola interessante (mi spiace non avervelo comunicato prima da questo blog ma non mi è stato possibile per una miriade di ragioni). E' stata una festa molto carina e molto affollata. Si è discusso di politica (in maniera molto gioiosa), di futuro (quello, si, tutto da costruire). Insomma si è discusso di vita..che poi è l'argomento più bello che c'è!
Ci sono stati tre piccoli interventi para-politici fatti da Lilly Tocci, dal sottoscritto e da Gianfranco Lopane. Quest'ultimo, infatti, è candidato alle primarie (che si svolgeranno il prossimo ottobre) per la candidatura a sindaco di Laterza. Insieme a lui ci sono tantissimi giovani pronti ad irrompere nel "palcoscenico" politico. Senza però dimenticarsi dei politici "esperti" che hanno deciso di farsi da parte per dar spazio ai nuovi che avanzano.
Nuovi in idee, spiriti e volti: è il momento della svolta.

P.S.#1 Per farmi perdonare vi posto il testo del discorso che ieri ho declamato emozionatissimo di fronte a tantissima gente.

Sapete: “mi sono svegliato questa mattina sentendomi come nuovo, perché i sogni che ho fatto sono finalmente diventati realtà: è un nuovo giorno!”. Mi spiace dirvi che non sono mie parole. Sono, infatti, tratte dalla canzone “It’s a new day” di Will.I.am, dedicata da quest’ultimo a Obama per il suo insediamento alla Casa Bianca. Bene, seppure in misura inferiore, è un nuovo giorno anche per noi qui a Laterza. E lo è per delle ragioni specifiche. Provo a spiegarvele subito:
1- È un nuovo giorno perché a candidarsi alle primarie non è solo un uomo (o un uomo solo)...ma c’è un gruppo nutritissimo di giovani (che si arricchisce sempre più) che sta lavorando con passione ed impegno. Io sono qui in loro rappresentanza. La nostra età media è di circa 28 anni: in netta controtendenza con i costumi italiani (lo vedete tutti: la nostra classe dirigente è la più vecchia d’Europa). Quello che noi giovani possiamo portare, però non è solo rinnovamento estetico ma…
2- …capacità di leggere il presente per costruire il futuro. E questo è un altro motivo per cui “è un nuovo giorno”: siamo, a nostro modo di vedere, alla svolta. E solo con una svolta che rivendichi il diritto dei giovani ad appassionarsi e ad impegnarsi in politica…che forse questo paese e questa nazione si salveranno.
Stasera siamo qui insieme a Gianfranco per dirci fondamentalmente una cosa: un futuro diverso e migliore si può fare. E lo possiamo immaginare e costruire insieme a tutti. Noi stasera puntiamo a farvi capire (qualora non lo sappiate) qual è la posta in gioco sia per le prossime primarie sia per le amministrative tra un anno: è in gioco il futuro di tutti...anche, e soprattutto, di chi ancora non c’è! E’ un nuovo giorno, amiche e amici, anche perché…
3- …puntiamo a qualcosa di diverso dal passato. Non serve che mi dilunghi molto su quello che sono stati questi 10 anni perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti: Laterza è un paese triste, abbandonato, inquinato e degradato culturalmente.
Oggi è un nuovo giorno perché vuole essere diverso, in tutto e per tutto, dal giorno che l’ha preceduto. Siamo diversi nelle idee, negli spiriti, nei volti. E’ quello che serve alla sinistra a tutti i livelli. E’ quello che serve a Laterza in questo preciso momento. Proviamo tutti quanti a non chiudere le porte ad una speranza per la nostra comunità. Non dobbiamo avere paura: i pesci grossi ci vorranno divorare, questo è normale. Perché chi fa politica per passione e per amore...fa molta paura perché può andare fino in fondo per i suoi ideali. Sono queste, allora, le parole-chiave della nostra avventura: coraggio, gioia e futuro. Da oggi guardiamo a testa alta verso l’orizzonte…perché il futuro comincia oggi e appartiene di nuovo alla nostra comunità!


P.S.#2 Qualche foto dell'evento non guasta. Notare il bagno di sudore caratteristico della mia emozione...