Dopo aver letto la seconda lettera di Walter apostolo ai democratici (anche se a volte tutte queste lettere e le conseguenti polemiche sembrano riservate ai soli 'romani'), una lettera che chiarisce quello che deve chiarire (su papi e cardinali), credo che ora possiamo passare ad un altro genere letterario (prima di dover scrivere l'Apocalisse).
Siamo alla presenza di numerosi evangelisti: c'è Pierluigi (che fa il segretario), c'è Sergio (con la sua Sfida), c'è Walter (con il suo Movimento), c'è Nichi (con le sue Fabbriche). E altri ancora. Forse è il caso di immaginare delle "tavole sinottiche", che permettano di confrontare le versioni offerte da ciascuno. Scopriremmo che i punti di contatto sono innumerevoli e che la storia che stiamo raccontando potrebbe anche (addirittura!) essere la stessa. E che quello che trovate nel vangelo secondo Sergio a proposito di "rivoluzione industriale" si ritrova nel documento secondo Walter e nel discorso secondo Pierluigi. E che di scuola parlano tutti, e insieme forse potrebbero farlo meglio. Per non dire del Pd, che forse dovrebbe preoccuparsi di dare un'immagine di sé. Non arrivo a dire "una sola", ma almeno un'immagine.
L'invito è quello di assumere lo slogan più efficace del Bersani del Congresso, quando diceva di non volere un uomo solo al comando. Viva il pluralismo, che non è però la confusione di voci diverse. Presuppone, il pluralismo, che ci si ascolti, anche, prima di parlare.
Sarebbe un modo, come ripetiamo spesso, per abbassare i toni e alzare lo sguardo. Per uscire da un dibattito interno asfissiante, per superare di slancio la burocrazia. Per offrire versioni, appunto, e non correnti. Per lavorare all'unità e alla comprensione reciproca e non al loro contrario.
P.S. Il mio pensiero in merito ha due polarità: se da un lato vorrei il pluralismo come lo recita (Super)Pippo Civati (un pluralismo dove "ci si ascolti anche prima di parlare"), dall'altro l'intervento di Veltroni (anche piuttosto condivisibile nei contenuti) andava fatto in un altro momento. Detto ciò, se il pensiero veltroniano andrà ad arricchire positivamente la dialettica interna ed esterna al centro-sinistra, non potrò che esserne contento. Spero, però, che, al più presto, ci si sieda tutti attorno ad un tavolo e si discuta: Dialettica dell'illuminismo, in poche parole.
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martedì 21 settembre 2010
martedì 14 settembre 2010
PRIMI FREDDI E PRIMI CALDI
Comincia a far freddo anche a Laterza. E, all'inverso, la politica si scalda. Almeno a sinistra...
Tra meno di un anno si fa il sindaco. E, piaccia o non piaccia, i tempi si accorciano. Il PD, "capofila" del centro-sinistra, ha già proposto: primarie tutti insieme e al più presto, visto il gap enorme che ci separa dal centro-destra.
Tra richieste, più o meno leggitimate e/o dettagliate, ci si sta ragionando. Il PD per le primarie ne ha messi in campo due: Sebastiano Stano e Gianfranco Lopane (che, sabato scorso, si sono confrontati su più temi alla Festa Democratica).
In aggiunta a questi uomini si profila una terza candidatura (non ancora ufficiale): Rocco D'Anzi, in rappresentanza della locale Fabbrica di Nichi.
Non pervenuta, per ora, "Sinistra Ecologia e Libertà" attualmente "gestita" da un trittico d'altri tempi: Sannelli-Caldaralo-Fraccascia. Lavori in corso per il congresso cittadino in SEL (o in SCF, prendendo spunto dal trittico sopracitato). E già si aspettano le "proposte" di chi la politica la fa da molti, forse troppi, anni.
Chi vivrà vedrà, si diceva una volta.
Resta solo un nodo da sciogliere: quando fare le primarie? 31 ottobre o nelle feste natalizie (date che nascono dalla volontà di includere gli universitari nella scelta)?
Intanto, mi preme sottolinearlo, a sinistra nasce un think tank dal nome fantasioso: Laterza2020. Chi vi scrive ne fa parte, con molto orgoglio perché, per ora, è l'unico luogo dove si parla di Politica (si badi alla maiuscola!) e si discute di idee (quelle che servono alla rinascita della nostra cittadina). Ma, senza dilungarmi, vi rimando qui per avere un dettaglio preciso dell'ideale di fondo che unisce questo gruppo che, sia chiaro, è aperto a tutti i contributi.
Insomma sinistra i giochi sono ormai aperti. Mentre dalla destra non filtra nulla, nel segno dell'ermetismo più banale.
P.S. Mi scuserete se il post è risultato essere più cronaca che opinione personale, ma occorreva rendere bene la situazione.
Per quanto riguarda la mia opinione personale ve la esplicito subito: primarie vere e presto (il 31 ottobre, a mio avviso, coniuga meglio la volontà di includere gli "emigranti" e la necessità di avere un candidato sindaco che, nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni, possa dialogare con la comunità).
Tra meno di un anno si fa il sindaco. E, piaccia o non piaccia, i tempi si accorciano. Il PD, "capofila" del centro-sinistra, ha già proposto: primarie tutti insieme e al più presto, visto il gap enorme che ci separa dal centro-destra.
Tra richieste, più o meno leggitimate e/o dettagliate, ci si sta ragionando. Il PD per le primarie ne ha messi in campo due: Sebastiano Stano e Gianfranco Lopane (che, sabato scorso, si sono confrontati su più temi alla Festa Democratica).
In aggiunta a questi uomini si profila una terza candidatura (non ancora ufficiale): Rocco D'Anzi, in rappresentanza della locale Fabbrica di Nichi.
Non pervenuta, per ora, "Sinistra Ecologia e Libertà" attualmente "gestita" da un trittico d'altri tempi: Sannelli-Caldaralo-Fraccascia. Lavori in corso per il congresso cittadino in SEL (o in SCF, prendendo spunto dal trittico sopracitato). E già si aspettano le "proposte" di chi la politica la fa da molti, forse troppi, anni.
Chi vivrà vedrà, si diceva una volta.
Resta solo un nodo da sciogliere: quando fare le primarie? 31 ottobre o nelle feste natalizie (date che nascono dalla volontà di includere gli universitari nella scelta)?
Intanto, mi preme sottolinearlo, a sinistra nasce un think tank dal nome fantasioso: Laterza2020. Chi vi scrive ne fa parte, con molto orgoglio perché, per ora, è l'unico luogo dove si parla di Politica (si badi alla maiuscola!) e si discute di idee (quelle che servono alla rinascita della nostra cittadina). Ma, senza dilungarmi, vi rimando qui per avere un dettaglio preciso dell'ideale di fondo che unisce questo gruppo che, sia chiaro, è aperto a tutti i contributi.
Insomma sinistra i giochi sono ormai aperti. Mentre dalla destra non filtra nulla, nel segno dell'ermetismo più banale.
P.S. Mi scuserete se il post è risultato essere più cronaca che opinione personale, ma occorreva rendere bene la situazione.
Per quanto riguarda la mia opinione personale ve la esplicito subito: primarie vere e presto (il 31 ottobre, a mio avviso, coniuga meglio la volontà di includere gli "emigranti" e la necessità di avere un candidato sindaco che, nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni, possa dialogare con la comunità).
mercoledì 28 luglio 2010
I SONDAGGI: RIDIAMOCI UN PO' SU...
Bersani-Vendola 1-1
[da Piacenza, il nostro inviato Leo Matera] - Pari e patta. Non emerge un favortio della semi-finale di andata della "Coppa Italia", anche se si è visto del buon calcio. L'atmosfera nel pre-gara era di quelle speciali: pubblico delle grandi occasioni sugli spalti e tifo da invasati. D'altronde la posta in gioco è alta: ci si gioca una coppa importante per il palmares di ogni squadra. E, comunque, chiunque la spunti in questa semi-finale se la vedrà con la squadra più vincente di questi ultimi anni, il PdL guidati dal loro indomito e attempato capitano.
Minuto 15°: i Vendola si fanno subito pericolosi con un'azione veloce e ficcante che, dopo un cross teso verso il centro area, si conclude con un colpo di testa di Nichi che però spedisce il pallone poco sopra la traversa difesa dal portiere dei Bersani.
Scossi dal pericolo subito, i Bersani si riversano in attacco ma lo fanno con ordine e seguendo le tattiche del loro vecchio ed ingegnoso regista. Eppure, nonostante la tanta voglia dello "Xavi de noantri", le tante occasioni vengono fallite. E, si sa, chi sbaglia paga. E al 35° del primo tempo Nichi insacca dopo un'azione corale di ottima fattura e porta i suoi meritatamente in vantaggio.
Lo shock è visibile e i Bersani non riescono ad imbastire nulla di buono e il primo tempo si chiude con i Vendola in vantaggio di un goal a zero.
Nel secondo tempo, però, si assiste ad un altro (ed inaspettato) copione. I Bersani, sicuramente catechizzati a dovere dal mister negli spogliatoi, osano di più spingendo sulle fasce e si spingono molto oltre la linea di centrocampo, chiudendo così i Vendola nella loro trequarti difensiva. E inizia l'assedio.
Al 10° vibra la traversa dei Vendola dopo una poderosa stoccata da fuori area di Pigi, capitano dei Bersani.
I Vendola accusano il colpo e, su azione da calcio d'angolo, ci vuole molta fortuna per sventare il colpo di testa del vecchio e granitico centrale di difesa Marini.
I Bersani sono in grande spolvero anche perché il mister ad inizio ripresa ha dato spazio a molti giovani di belle speranze tra cui il buon mediano Scalfarotto e il funambolico esterno di fascia Civati. Ed è proprio per merito di quest'ultimo che, al 75°, i Bersani giungono al pareggio. L'azione che porta al goal di capitan Pigi, infatti, nasce da una rapida azione tra il terzino sinistro Marino (soprannominato "il Dottore" per la precisione che da sempre lo contraddistingue nei contrasti e nelle sue ripartenze) e il piccolo Civati (chiamato affetuosamente Pippo dai "compagni" di squadra più esperti) che, lanciato da Marino, si involava sulla fascia sinistra e, dopo essersi liberato di due difensori, toccava all'indietro in favore del capitano che infilava agevolmente la porta dei Vendola.
E la partita finisce effettivamente qui. Anche perché le squadre sanno che c'è una gara di ritorno da affrontare e, anche se i Bersani partono in leggero svantaggio visto il goal subito in casa, il risultato sta bene ad entrambi.
[da Piacenza, il nostro inviato Leo Matera] - Pari e patta. Non emerge un favortio della semi-finale di andata della "Coppa Italia", anche se si è visto del buon calcio. L'atmosfera nel pre-gara era di quelle speciali: pubblico delle grandi occasioni sugli spalti e tifo da invasati. D'altronde la posta in gioco è alta: ci si gioca una coppa importante per il palmares di ogni squadra. E, comunque, chiunque la spunti in questa semi-finale se la vedrà con la squadra più vincente di questi ultimi anni, il PdL guidati dal loro indomito e attempato capitano.
Minuto 15°: i Vendola si fanno subito pericolosi con un'azione veloce e ficcante che, dopo un cross teso verso il centro area, si conclude con un colpo di testa di Nichi che però spedisce il pallone poco sopra la traversa difesa dal portiere dei Bersani.
Scossi dal pericolo subito, i Bersani si riversano in attacco ma lo fanno con ordine e seguendo le tattiche del loro vecchio ed ingegnoso regista. Eppure, nonostante la tanta voglia dello "Xavi de noantri", le tante occasioni vengono fallite. E, si sa, chi sbaglia paga. E al 35° del primo tempo Nichi insacca dopo un'azione corale di ottima fattura e porta i suoi meritatamente in vantaggio.
Lo shock è visibile e i Bersani non riescono ad imbastire nulla di buono e il primo tempo si chiude con i Vendola in vantaggio di un goal a zero.
Nel secondo tempo, però, si assiste ad un altro (ed inaspettato) copione. I Bersani, sicuramente catechizzati a dovere dal mister negli spogliatoi, osano di più spingendo sulle fasce e si spingono molto oltre la linea di centrocampo, chiudendo così i Vendola nella loro trequarti difensiva. E inizia l'assedio.
Al 10° vibra la traversa dei Vendola dopo una poderosa stoccata da fuori area di Pigi, capitano dei Bersani.
I Vendola accusano il colpo e, su azione da calcio d'angolo, ci vuole molta fortuna per sventare il colpo di testa del vecchio e granitico centrale di difesa Marini.
I Bersani sono in grande spolvero anche perché il mister ad inizio ripresa ha dato spazio a molti giovani di belle speranze tra cui il buon mediano Scalfarotto e il funambolico esterno di fascia Civati. Ed è proprio per merito di quest'ultimo che, al 75°, i Bersani giungono al pareggio. L'azione che porta al goal di capitan Pigi, infatti, nasce da una rapida azione tra il terzino sinistro Marino (soprannominato "il Dottore" per la precisione che da sempre lo contraddistingue nei contrasti e nelle sue ripartenze) e il piccolo Civati (chiamato affetuosamente Pippo dai "compagni" di squadra più esperti) che, lanciato da Marino, si involava sulla fascia sinistra e, dopo essersi liberato di due difensori, toccava all'indietro in favore del capitano che infilava agevolmente la porta dei Vendola.
E la partita finisce effettivamente qui. Anche perché le squadre sanno che c'è una gara di ritorno da affrontare e, anche se i Bersani partono in leggero svantaggio visto il goal subito in casa, il risultato sta bene ad entrambi.
giovedì 1 luglio 2010
BUONA POLITICA: SI PUO' FARE
Amici naviganti, nonostante tutto lo sconcerto di questi giorni, io alla buona politica ci crederò sempre. Vi segnalo quindi due iniziative serie che sono sicuro seguirete con grande attenzione: Andiamo Oltre (iniziativa ideata da Pippo Civati e vi indirizzo anche al sito ufficiale) e Eyjafjallajökull (ovvero gli stati generali delle Fabbriche di Nichi). A sinistra c'è qualcuno ancora vivo...
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