Il Laterza calcio, matricola 77705, non c’è più. Cancellato. La mancata iscrizione al campionato di Seconda categoria ha prestato la mano al più inesorabile dei colpi di spugna: con il comunicato numero 8 del 10 agosto scorso, da pochi giorni in “rete” sul sito web Figc, il comitato regionale della Lega nazionale dilettanti pugliese ha proposto al presidente federale la radiazione dai ruoli della Nuova Laterza: interrotta, di fatto, una pluridecennale storia di sport e di pallone. Certo, si sapeva già. Certo, si aspettava solo il referto finale, la certificazione formale.
Ma adesso che il nero su bianco c’è, stridono, eccome, le poche righe che accompagnano, necrologio in dribbling stretto, l’irreversibile sentenza. «Visto l’art. 16 commi 1) e 2) delle Noif…»: i “richiami” a sostegno del provvedimento, freddi e asettici, scavano come bisturi in una ferita che non sanguinava già più. La lacerano con la dovizia di una notifica sottile, invadente e invasiva nello stesso tempo. Maturato nel più incredibile dei silenzi, l’epilogo non ha fatto prigionieri. Ha fatto, come si dice, piazza pulita. Solo a poche ore dalla scadenza dalla proroga concessa dalla federazione per regolarizzare l’iscrizione al campionato di competenza (dal 20 al 30 luglio), l’appello disperato di un gruppo di tifosi aveva dato voce, attraverso questo giornale, alla fine imminente e alla fiammella ancora accesa. Grido estremo e megafono di carta rimasti inascoltati, soffocati dallo stesso torpore e dalla stessa indifferenza che avevano accompagnato i giorni, grotteschi, dell’agonia invisibile. Insomma: il Laterza si è spento in lenta solitudine, e bastava un alito per ridargli fiato.
Un dato di fatto: il pallone laertino si è consumato nelle mani dell’ex sindaco Giuseppe Cristella, presidente in carica. L’ultimo presidente. Lo stesso che ne aveva accompagnato la storia sul campo, da promettente esterno sinistro poi approdato in politica: era fra gli undici titolari, Nino Inglese mister e Leonardo Clemente presidente, nello spareggio con l’Ostuni di Carbonella che, a cavallo fra il ’92 e il ‘93, sul neutro di Noci valse, ai calci di rigore, il salto in Eccellenza. Punto più alto della parabola calcistica biancazzurra (quinto posto con Rocco Sisto allenatore-giocatore e Muzio Di Venere capitano). Lo stesso che, lungo la discesa, nelle estati perennemente in crisi del pallone locale, da primo cittadino, curatore d’ufficio di affanni ad orologeria, aveva contribui to a spostare più in là il capolinea incombente. Fino al ritorno in Promozione, in momentanea risalita, con Agostino Perrone alla presidenza e Clemente Lomagistro in panchina, sull’erba artificiale del Madonna delle Grazie appena inaugurata: di un biancazzurro incredibile il colpo d’occhio sugli spalti del nuovissimo stadio nel match con il Polignano che, stagione 2004-05, decideva il primato in Prima Categoria. Finì 0-0, il Laterza bistrattato arrivò secondo , ma, nell’anno di Chiruzzi e Gagliardi, fu comunque Promozione per ripescaggio. Dopo due campionati da "calcio estremo" (salvezza ai playout: un capolavoro quella conquistata nel secondo da Franco Danza, con Giuseppe Bongermino presidente), si tornò a scendere, fra un pellegrinaggio e l’altro in municipio: Prima categoria nel 2008-09, in Seconda la stagione scorsa: salvezza diretta firmata dalla guida tecnica di Gianvito Salluce e, appunto, dalla presidenza di Giuseppe Cristella.
Il resto è cronaca che la storia interrompe, a sorpresa, senza preavviso, alla radice: la Nuova Laterza, già Us Laterza, compare nell’esiguo elenco delle società inattive. Da radiare: alle ortiche anche l’anzianità federale e il numero di matricola. Il pallone che verrà, se verrà, dovrà cominciare a rotolare da zero.
P.S. La bolla del cristellismo si sta dissolvendo. Occorre agire perché questo avvenga subito...
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lunedì 16 agosto 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Liberté, Egalité, Laertinité
Cosa avvenne il 14 Luglio del 1789? Una sciocchezzuola di questo genere.
Il perchè, dite? Oppressione, cultura ai minimi livelli per le classi disagiate, imposte elevatissime, elitarismo istituzionale che lasciò sole le genti più povere. Dunque, révolution!
A guardarla meglio questa descrizione somiglia alla situazione che ha portato a questo. E tutto ciò ha svelato lo stato di abbandono della nostra cittadina e i debiti delle nostre casse comunali. E siamo ancora fermi alla superficie della melma nella quale siamo sprofondati a Laterza.
Non sarà che, finalmente, è arrivato il tempo di fare la...révolution!
Anche a Laterza...
Il perchè, dite? Oppressione, cultura ai minimi livelli per le classi disagiate, imposte elevatissime, elitarismo istituzionale che lasciò sole le genti più povere. Dunque, révolution!
A guardarla meglio questa descrizione somiglia alla situazione che ha portato a questo. E tutto ciò ha svelato lo stato di abbandono della nostra cittadina e i debiti delle nostre casse comunali. E siamo ancora fermi alla superficie della melma nella quale siamo sprofondati a Laterza.
Non sarà che, finalmente, è arrivato il tempo di fare la...révolution!
Anche a Laterza...
venerdì 9 luglio 2010
CARO FABIO, TI SONO VICINO
Leonardo Matera esprime piena solidarietà al concittadino Lorenzo Busto (detto Fabio) per l'aggressione fisica subita da parte del Consigliere Provinciale Giuseppe Cristella, già Sindaco di Laterza dimessosi dalla carica nel febbraio scorso perché candidato alle ultime elezioni regionali.
Le ripetute ingiurie, minacce e le violente aggressioni fisiche alle quali Cristella ci ha ormai abituati sono indegne di un ex sindaco della nostra cittadina e di un consigliere provinciale. Sono vicino al sig. Busto per quanto accadutogli, consapevole che ogni cittadino può esprimere il suo pensiero liberamente.
Leonardo Matera
P.S. Caro Fabio, ti sono vicino. Non potrei non esserlo e il mio partito se ne faccia una ragione. Il tuo personale impegno, totalmente scevro da condizionamenti, mi ricorda la massima di Freud: "Scherzando, si può dire di tutto. Anche la verità". Continua a fare satira. Sperando che una risata li seppellirà...tutti!
Le ripetute ingiurie, minacce e le violente aggressioni fisiche alle quali Cristella ci ha ormai abituati sono indegne di un ex sindaco della nostra cittadina e di un consigliere provinciale. Sono vicino al sig. Busto per quanto accadutogli, consapevole che ogni cittadino può esprimere il suo pensiero liberamente.
Leonardo Matera
P.S. Caro Fabio, ti sono vicino. Non potrei non esserlo e il mio partito se ne faccia una ragione. Il tuo personale impegno, totalmente scevro da condizionamenti, mi ricorda la massima di Freud: "Scherzando, si può dire di tutto. Anche la verità". Continua a fare satira. Sperando che una risata li seppellirà...tutti!
giovedì 1 luglio 2010
Autoinganni (un forte appunto di Michele Cristella, da Il Corriere del Giorno)
Laterza: Assemblea del Pd con Michele Pelillo, nella quale Sebastiano Stano si propone come candidato sindaco
“Maturo per la leadership”
Nel programma: energie rinnovabili, trasparenza, legalità, unità
LATERZA – Rotto l’incantesimo degli autoinganni.
Sebastiano Stano, consigliere comunale uscente, già assessore della Giunta Cassano, 10 anni fa, ha chiamato a Laterza il suo capo corrente, Michele Pelillo per una chiacchierata sui temi del momento, la manovra di Tremonti; ma soprattutto, secondo i minuetti della prima repubblica, per rivendicare ciò che si crede sia la propria spettanza di potere, nel caso laertino, la candidatura a sindaco per le prossime elezioni.
Stano, infatti, dopo un veloce excursus sui problemi nazionali e regionali e sui guasti dell’amministrazione di Giuseppe Cristella, ha parlato di Laterza esattamente come un candidato sindaco, presentando un programma che la buonanima di Fanfani avrebbe definito “Libro dei sogni”: stimolare l’edilizia per più Tarsu, Ici e Irpef, sostegno all’energia rinnovabile, in particolare il fotovoltaico, valorizzare gli immobili comunali, investire sul turismo e sulle tipicità e fare questo e altro in collegialità, legalità e trasparenza. Dopo di che il proclama: sono disponibile, pronto, capace di portare alla vittoria la coalizione di centrosinistra.
Uno dei suoi aficionados, Giuseppe Tamborrino, lo ha ringraziato per “questo regalo”, il sindacalista Rocco Scarati ha detto che il sindacato è autonomo dalla politica, ma prende in considerazione tutte le risorse in campo, il coordinatore del Pd, Franco Cantore ha” preso atto” dell’autocandidatura e Tony Gallitelli l’ha apertamente contestata, imputando a Stano di aver esautorato il comitato dei saggi del Pd che stava al lavoro per scegliere il o i candidati sindaci, interrompendo così un percorso unitario.
Pelillo, da assessore regionale al bilancio, ha definito iniqua e oscura nelle sue 160 pagine, la manovra economica di Tremonti perché con i suoi tagli lineari, cioè indiscriminati, invece che di ricerca degli sprechi, si abbatterà soltanto sui più deboli estraniando dalla partecipazione alla crisi i più ricchi. Fra gli esempi, Pelillo ha parlato degli aiuti agli affitti: ai miliardari è stato tolto l’Ici sulla prima casa, i 30 milioni che Governo e Regione stanziavano in parti uguali per sostenere i più poveri a pagarsi la pigione di una casa, l’anno prossimo si dimezzeranno. E poi, se il governo non aumenta le sue tasse, gli enti locali o aumenteranno le loro o ridurranno i servizi che sono ormai un diritto di cittadinanza dei più poveri.
Poi Pelillo ha trattato la ragione della sua presenza a Laterza: il Pd deve dare un senso compiuto al suo progetto politico, deve ritessere il rapporto con i cittadini che non hanno più fiducia nella politica a causa delle divisioni interne, deve saper sfruttare le esperienze maturate da ciascuno e far tesoro degli errori degli ultimi anni dai quali ne è uscito annichilito. Stano, ha detto Pelillo, rimproverando Gallitelli, ha dato la sua disponibilità a guidare partito e coalizione nella prossima campagna elettorale, ha parlato chiaro, ed io preferisco chi parla chiaro a chi si chiude nelle proprie stanze. Dopo questa frustata in pieno viso a tutto il Pd, Pelillo ha fatto l’appello di rito all’unità di intenti, al guardare avanti e non indietro, a dare inizio a una fase nuova.
Il duetto fra Gallitelli e Pelillo ha messo a nudo il sintomo del malessere del Pd laertino: gli autoinganni da partitocrazia.
Il partito è ai suoi minimi storici sia perché ha trovato sulla sua strada un demagogo allo stato puro, qual è Cristella, sia perché, in nove anni, non ha dato alcun segno di esistenza in vita. Ora che si va al rinnovo del Consiglio comunale e che Cristella non può essere ricandidato sindaco avendo compiuto i due mandati, il Pd, invece, aprirsi alla città, proponendo e chiedendo proposte programmatiche e disponibilità umane, e invece di elaborare con i naturali alleati una strategia elettorale, s’è chiuso nelle sue segrete stanze a ragionare di sé e di come individuare il miglior candidato sindaco su appena due nomi disponibili. E nel far ciò non s’è nemmeno accorto di coprirsi di ridicolo dandosi un “Comitato di saggi” prima di 5, poi di sette, infine di otto, quasi che a Laterza esista una bancarella dove si vendano saggi per il Pd. Questi otto saggi, con il doveroso corredo di “pre” e “post” riunione con i loro consiglieri, per un mese hanno sdottorato sul nulla: sordi a quanti dicevano che chi si chiude si fa assediare da nemici, gli esclusi; e che alla città non va offerto “il piatto pronto” con la dicitura più o meno esplicita del “così è se vi pare”, con l’inevitabile sdegnoso rifiuto consequenziale. I saggi e i loro consiglieri conoscevano questo galateo partitico, anche perché molti di loro lo hanno predicato quando la partitocrazia infettava la politica; ma giunto il loro momento, hanno fatto come i predecessori che avevano contestato. E come i più spregiudicati di questi s’è comportato Stano, gettando un sasso in piccionaia con la sua autocandidatura, o virtuosa disponibilità.
I primi usavano parole alate aspettando o un incidente a loro favorevole o l’ukase della maggioranza fra loro; il secondo ha rotto questo incantesimo degli autoinganni costringendo tutti a parlare di candidati con nome e cognome, a cominciare dal suo. Un partitocrate ha gettato olio sul fioco fuoco della partitocrazia e lo ha fatto divampare.
La campagna elettorale è di là da venire, ma il Pd s’è già ustionato e sfigurato.
“Maturo per la leadership”
Nel programma: energie rinnovabili, trasparenza, legalità, unità
LATERZA – Rotto l’incantesimo degli autoinganni.
Sebastiano Stano, consigliere comunale uscente, già assessore della Giunta Cassano, 10 anni fa, ha chiamato a Laterza il suo capo corrente, Michele Pelillo per una chiacchierata sui temi del momento, la manovra di Tremonti; ma soprattutto, secondo i minuetti della prima repubblica, per rivendicare ciò che si crede sia la propria spettanza di potere, nel caso laertino, la candidatura a sindaco per le prossime elezioni.
Stano, infatti, dopo un veloce excursus sui problemi nazionali e regionali e sui guasti dell’amministrazione di Giuseppe Cristella, ha parlato di Laterza esattamente come un candidato sindaco, presentando un programma che la buonanima di Fanfani avrebbe definito “Libro dei sogni”: stimolare l’edilizia per più Tarsu, Ici e Irpef, sostegno all’energia rinnovabile, in particolare il fotovoltaico, valorizzare gli immobili comunali, investire sul turismo e sulle tipicità e fare questo e altro in collegialità, legalità e trasparenza. Dopo di che il proclama: sono disponibile, pronto, capace di portare alla vittoria la coalizione di centrosinistra.
Uno dei suoi aficionados, Giuseppe Tamborrino, lo ha ringraziato per “questo regalo”, il sindacalista Rocco Scarati ha detto che il sindacato è autonomo dalla politica, ma prende in considerazione tutte le risorse in campo, il coordinatore del Pd, Franco Cantore ha” preso atto” dell’autocandidatura e Tony Gallitelli l’ha apertamente contestata, imputando a Stano di aver esautorato il comitato dei saggi del Pd che stava al lavoro per scegliere il o i candidati sindaci, interrompendo così un percorso unitario.
Pelillo, da assessore regionale al bilancio, ha definito iniqua e oscura nelle sue 160 pagine, la manovra economica di Tremonti perché con i suoi tagli lineari, cioè indiscriminati, invece che di ricerca degli sprechi, si abbatterà soltanto sui più deboli estraniando dalla partecipazione alla crisi i più ricchi. Fra gli esempi, Pelillo ha parlato degli aiuti agli affitti: ai miliardari è stato tolto l’Ici sulla prima casa, i 30 milioni che Governo e Regione stanziavano in parti uguali per sostenere i più poveri a pagarsi la pigione di una casa, l’anno prossimo si dimezzeranno. E poi, se il governo non aumenta le sue tasse, gli enti locali o aumenteranno le loro o ridurranno i servizi che sono ormai un diritto di cittadinanza dei più poveri.
Poi Pelillo ha trattato la ragione della sua presenza a Laterza: il Pd deve dare un senso compiuto al suo progetto politico, deve ritessere il rapporto con i cittadini che non hanno più fiducia nella politica a causa delle divisioni interne, deve saper sfruttare le esperienze maturate da ciascuno e far tesoro degli errori degli ultimi anni dai quali ne è uscito annichilito. Stano, ha detto Pelillo, rimproverando Gallitelli, ha dato la sua disponibilità a guidare partito e coalizione nella prossima campagna elettorale, ha parlato chiaro, ed io preferisco chi parla chiaro a chi si chiude nelle proprie stanze. Dopo questa frustata in pieno viso a tutto il Pd, Pelillo ha fatto l’appello di rito all’unità di intenti, al guardare avanti e non indietro, a dare inizio a una fase nuova.
Il duetto fra Gallitelli e Pelillo ha messo a nudo il sintomo del malessere del Pd laertino: gli autoinganni da partitocrazia.
Il partito è ai suoi minimi storici sia perché ha trovato sulla sua strada un demagogo allo stato puro, qual è Cristella, sia perché, in nove anni, non ha dato alcun segno di esistenza in vita. Ora che si va al rinnovo del Consiglio comunale e che Cristella non può essere ricandidato sindaco avendo compiuto i due mandati, il Pd, invece, aprirsi alla città, proponendo e chiedendo proposte programmatiche e disponibilità umane, e invece di elaborare con i naturali alleati una strategia elettorale, s’è chiuso nelle sue segrete stanze a ragionare di sé e di come individuare il miglior candidato sindaco su appena due nomi disponibili. E nel far ciò non s’è nemmeno accorto di coprirsi di ridicolo dandosi un “Comitato di saggi” prima di 5, poi di sette, infine di otto, quasi che a Laterza esista una bancarella dove si vendano saggi per il Pd. Questi otto saggi, con il doveroso corredo di “pre” e “post” riunione con i loro consiglieri, per un mese hanno sdottorato sul nulla: sordi a quanti dicevano che chi si chiude si fa assediare da nemici, gli esclusi; e che alla città non va offerto “il piatto pronto” con la dicitura più o meno esplicita del “così è se vi pare”, con l’inevitabile sdegnoso rifiuto consequenziale. I saggi e i loro consiglieri conoscevano questo galateo partitico, anche perché molti di loro lo hanno predicato quando la partitocrazia infettava la politica; ma giunto il loro momento, hanno fatto come i predecessori che avevano contestato. E come i più spregiudicati di questi s’è comportato Stano, gettando un sasso in piccionaia con la sua autocandidatura, o virtuosa disponibilità.
I primi usavano parole alate aspettando o un incidente a loro favorevole o l’ukase della maggioranza fra loro; il secondo ha rotto questo incantesimo degli autoinganni costringendo tutti a parlare di candidati con nome e cognome, a cominciare dal suo. Un partitocrate ha gettato olio sul fioco fuoco della partitocrazia e lo ha fatto divampare.
La campagna elettorale è di là da venire, ma il Pd s’è già ustionato e sfigurato.
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